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L’astronomia greca

by Adriana Carelli
Atlante

di Mileto

Nell’antica Grecia le prime scoperte in ambito astronomico si fanno risalire a Talete di Mileto (624-546 a.C.), studioso del moto dei corpi celesti. Talete fu il primo a stimare il diametro apparente del Sole e della Luna, e a lui si attribuisce la paternità della suddivisione dell’anno in 365 giorni. Ha anche calcolato i solstizi e gli equinozi per definire l’inizio delle stagioni.

Anassimandro (610-546 a.C.) fu il primo ad aver pensato alla possibilità dell’esistenza di altri mondi e ad una configurazione geocentrica del sistema Solare. Anassimandro fu il primo ad avere stimato l’inclinazione dell’eclittica, cioè l’orbita apparente che il Sole compie in un anno sulla volta celeste. Per fare questi calcoli utilizzò lo gnomone, strumento antico adatto per misurare l’altezza del Sole e della Luna nella volta celeste.

Gnomone

Gnomone

La scuola di Pitagora

I pitagorici ritenevano che la natura si esprimesse tramite la geometria e che la forma più perfetta fosse la sfera. Siccome l’universo era il luogo della perfezione, i corpi celesti dovevano essere sferici. Quindi Sole, Luna e Terra erano sferici. Il modello delle sfere pitagoriche fu poi condiviso poi anche da Platone.

Eudosso di Cnido

Eudosso affermò il modello geocentrico, poi convalidato anche da Aristotele, cioè la Terra al centro dell’universo, questo derivante da una concezione antropocentrica del creato. Visione condivisa da molte altre civiltà dell’epoca.

Aristarco di Samo

Aristarco fu tra i primi a porre il Sole al centro del sistema solare e dell’universo, creando una teoria eliocentrica. In questo modo divvenne più facile studiare il moto dei pianeti facendo confronti con il moto della Terra. Le stelle erano fisse a causa dell’enorme distanza rispetto alla Terra. Attraverso considerazioni di carattere geometrico Aristarco riuscì a stimare il diametro della Luna in 4000 km, poco distante dal valore attuale di 3475 km. Malgrado il modello di Aristarco, per secoli rimane più credibile il sistema geocentrico.

di Cirene

I navigatori nell’antichità si erano accorti che una nave  mostra prima la vela e poi man mano che si avvicina si vede tutta la sua interezza. Per questo motivo si era pensato ad una curvatura terrestre. Una volta capita la sfericità della Terra si era curiosi di conoscere le dimensioni di questa sfera.

Eratostene (276-195 a.C.) determinò la lunghezza del meridiano terrestre, cioè una circonferenza massima se supponeva che la Terra fosse una sfera perfetta. Per fare questo calcolo utilizzò lo gnomone e la misura delle ombre in città note. E’ partito dalla convinzione che Alessandria d’Egitto e Siene (l’attulae Assuan) si trovino sullo stesso meridiano. La distanza tra le due città era nota, cioè 5000 stadi (circa 787 km). Eratostene sapeva che il 21 Giugno, a mezzogiorno, nella città di Siene a mezzogiorno, uno gnomone inserito ortogonalmente nel terreno non produceva nessuna ombra, da esso dedusse che il Sole si trovasse allo zenit del luogo, cioè esattamente verticale. Alla stessa ora dello stesso giorno misurò l’ombra di uno gnomone uguale ad Alessandria.

Dall’inclinazione dell’ombra ricavò l’angolo al centro della Terra e poi l’arco e la lunghezza del meridiano.

Calcolo raggio terrestre

Calcolo raggio terrestre

Il sistema Tolemaico

Il modello Tolemaico fu descritto da (100-170 d.C.) e fu fondato sulle conoscenze scientifiche elaborate da Aristotele fino ai suoi giorni ed era basato sulla concezione della Terra al centro dell’universo.

Il sistema aristotelico prevedeva i moti dei pianeti lungo circonferenze o sfere, ritenute le forme perfette. Per giustificare l’osservazione del moto dei pianeti non sempre uniforme, Tolomeo ipotizzò che le orbite non siano sempre perfettamente concentriche. Secondo la descrizione Tolemaica il Sole si muove di moto costane rispetto a un punto chiamato equante, decentrato rispetto alla posizione della Terra.

Sistema tolemaico

Sistema tolemaico

Lo schema complessivo prevedeva una serie di sfere, la cui più piccola e imperfetta era la Terra, che si trovava al centro, oltre la quale si estendevano le sfere della Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove e Saturno. Tutto questo fu argomentato dentro l’Almagesto, scritto da Tolomeo intorno al 150 d.C. che ha garantito alla teoria Tolemaica di perdurare per diversi secoli fino alla smentita di Niccolò Copernico.

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