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Cos’è il cancro?

by Adriana Carelli
Nastro rosa

Il è una malattia , in quanto può essere associato ad alterazioni all’interno di geni specifici, ma nella maggioranza dei casi non è una malattia ereditaria.

Le alterazioni genetiche che conducono alla maggior parte dei tumori insorgono nel DNA di una somatica durante la vita dell’individuo affetto. A causa di questi cambiamenti genetici, le cellule tumorali si liberano delle varie restrizioni alle quali sono soggette le cellule sane.

Molte cellule tumorali sono soggette ad alterazioni dei regolamenti delle cellule normali che proteggono l’organismo dal caos e dall’autodistruzione. Le cellule tumorali inoltre, proliferano in maniera incontrollata, formando tumori maligni che invadono i tessuti circostanti. Fino a quando la crescita del tumore rimane localizzata, la malattia può essere trattata e curata mediante rimozione chirurgica del tumore stesso. Purtroppo però i tumori maligni tendono a metastatizzare, cioè produrre cellule che si distaccano dalla massa di origine ed entrano nel circolo linfatico o vascolare e invadono zone distanti del corpo dove formano tumori secondari letali che non sono più trattabili con rimozione chirurgica.

Proprietà di una cellula cancerosa

La maggior parte dei concetti appresi sul comportamento delle cellule dei tumori umani è derivato da studi di cellule tumorali fatte crescere in coltura.

Cellule sane possono essere convertite in cellule tumorali mediante trattamento con agenti chimici cancerogeni come radiazioni o virus oncogeni.

Le cellule trasformate in vitro mediante l’impiego degli agenti cancerogeni, sono in grado di generare un tumore se introdotte in un animale ospite adatto.

A livello cellulare, la caratteristica più importante di una cellula tumorale è la perdita di controllo della crescita. Quando le cellule sane vengono fatte crescere in coltura tessutale, in condizioni tali da promuoverne la proliferazione, esse si svilupperanno e si divideranno con un ritmo simile alla controparte maligna. Le cellule sane però, una volta riempita tutta il fondo della piastra di coltura la loro crescita diminuisce e tendono a rimanere in un singolo strato di cellule.

Al contrario, le cellule tumorali maligne, coltivate nelle medesime condizioni, continuano a crescere impilandosi l’una sull’altra e creando masse cellulari. Le cellule maligne quindi, non rispondo ai segnali inibitori della crescita che hanno le cellule normali e continuano a crescere in assenza dei segnali stimolatori della crescita che invece sono necessari per le cellule normali.

Le cellule normali in coltura manifestano una limitata capacità di dividersi. Dopo un certo numero di divisioni mitotiche esse vanno incontro a un processo di invecchiamento che le rende incapaci di continuare a crescere e dividersi. Le cellule tumorali invece, possono essere considerate immortali perché continuano a dividersi all’infinito.

Questa differenza è attribuita alla telomerasi, enzima presente nelle cellule cancerose ed assente nelle cellule normali. Si ritiene che l’assenza di telomerasi nelle cellule normali.

Le alterazioni maggiori si verificano nei cromosomi. Diversamente dalle cellule normali che replicano il loro DNA con una percentuale di errore estremamente bassa, quelle tumorali sono geneticamente instabili ed hanno spesso degli assetti cromosomici decisamente alterati.

Quando l’assetto cromosomi di una cellula sana viene alterato, si attiva un’autodistruzione (apoptosi) della cellula. Al contrario, le cellule tumorali solitamente non attivano la risposta apoptopica.

L’apoptosi è una proprietà importante che distingue molte cellule tumorali da quelle sane.

Le cellule tumorali inoltre, dipendono dalla glicolisi, che è considerata una via metabolica anaerobica. Questa proprietà sarebbe dovuta alle loro grandi richieste metaboliche e all’inadeguato apporto sanguigno alla massa tumorale.

L’aumento di glucosio da parte di una cellula tumorale, rispetto ad una normale, può essere utilizzato per localizzare metastasi tumorali nell’organismo utilizzando la scansione PET.

In condizioni di ipossia (carenza di ossigeno), le cellule tumorali attivano un fattore di trascrizione chiamato HIF che induce la formazione di nuovi vasi sanguigni e promuove le proprietà migratorie delle cellule, che contribuiscono all’invalidità del tumore.

Immagine di copertina:

Foto di marijana1 da Pixabay

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