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La scoperta delle cellule

by Adriana Carelli
cellule

A causa delle loro piccole dimensioni, le cellule possono essere osservate solo al microscopio, uno strumento che restituisce immagini ingrandite di oggetti piccolissimi. Il primo microscopio ottico probabilmente è stato costruito da Zacaria Jannsen, un olandese che nel 1595 avrebbe costruito uno strumento lungo circa 40 centimetri, composto da tre tubi che scorrevano uno dentro l’altro, ma questa informazione non è precisa, alcuni ritengono che il primo inventore del microscopio sia Galileo.

Alla metà del 1600, un gruppo di scienziati pionieri usarono i loro artigianali per scoprire per la prima volta un mondo che non avrebbe mai potuto essere visibile all’occhio nudo.

Le scoperte di Robert Hooke

La scoperta delle cellule è attribuita a Robert Hooke, un microscopista inglese. Una delle molte domande a cui Hooke cercò di dare una risposta era il motivo per cui i tappi di sughero (che è parte della corteccia degli alberi) fossero così adatti a isolare una bottiglia dall’aria. Hooke prese un pezzo di sughero e lo affettò con un temperino, queste fettine risultanti le mise sotto al microscopio e scrisse: “La superficie appariva un pò porosa….come fosse un alveare”. Hooke denominò i pori celluleperché gli ricordarono le celle abitate dai monaci nei monasteri. Oltre al sughero studiò al microscopio anche l’anatomia degli insetti, e fece anche osservazioni sui cristalli essenziali per la nascente cristallografia.

Le scoperte di Anton van Leeuwenhoek

Nel frattempo, Anton van Leeuwenhoek, un ricco mercante olandese, trascorreva il suo tempo libero smerigliando lenti e costruendo microscopi di notevole qualità. Per cinquant’anni mandò lettere alla Royal Society di Londra descrivendo le sue osservazioni microscopiche. Leeuwenhoek, per primo, esaminò una goccia d’acqua in uno stagno e, con meraviglia, osservò delle particelle brulicanti che guizzavano avanti e indietro. Al microscopio osservò anche organi, insetti, pungiglione delle api, pidocchi, muffa. Leeuwenhoek identificò anche i globuli del sangue e fece studi su tessuti animali e vegetali.  Le sue prime lettere alla Royal Society furono accolte con scetticismo, pertanto il sovrintendente Hooke fu incaricato di svolgere delle verifiche. Hooke confermò gli esperimenti e Leeuwenhoek divenne una celebrità a livello mondiale, ricevendo in Olanda la visita da Pietro il Grande di Russia e della regina d’Inghilterra.

Le scoperte di Matthias Schleiden e Theodor Schwann

Nel 1838 Matthias Schleiden, un botanico tedesco, fece notare che nonostante la differenza nella struttura dei vari tessuti, le cellule avevano tutte origina da un’unica struttura embrionale. Theodor Schwann, zoologo tedesco e collega di Schleiden, avanzò i primi due principi della teoria cellulare:

  • Tutti gli organismi sono composti da una o più cellule.
  • La è l’unità strutturale della vita.

Entrambi ipotizzarono che tutte le cellule avessero un nucleo, in particolare scoprirono che tutti gli animali e tutte le piante erano formate da cellule. Sia Schleiden che Schwann però, pensavano che le cellule potessero avere origine da materiale non cellulare, questa convinzione è durata molti anni anche a causa dell’influenza di queste due biologi nella comunità scientifica.

Le scoperte di Rudolf Virchow

Circa vent’anni dopo, Intorno al 1855, Rudolf Virchow, un patologo tedesco, pioniere dei moderni concetti della patologia cellulare e della patogenesi delle malattie, ha sottolineato che le malattie non sorgono da organi o tessuti in generale, ma nelle cellule. Virchow affermò che ogni cellula deriva da un’altra preesistente, e aveva fornito prove convincenti per il terzo principio della teoria cellulare:

  • Le cellule possono avere origine solo per divisione di cellule preesistenti.

 

Approfondimenti

Le proprietà delle cellule

Immagine di copertina

Foto di Arek Socha da Pixabay

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