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Esperimenti di elettrostatica

by Adriana Carelli
elettroforo

Esperimento 1: elettrizzare un bicchiere di plastica con i capelli

Materiali

  • Elettroscopio
  • Bicchiere di plastica
  • Capelli
  • Piccoli pezzi di carta

Procedimento:

  • Passiamo il bicchiere sui capelli che abbiamo in testa e poi notiamo che il bicchiere riuscirà ad attrarre dei pezzetti di carta in segno che è stato elettrizzato.
  • Il bicchiere mettiamolo vicino al flusso d’acqua che esce dal rubinetto e vedremo che l’acqua verrà respinta.

Esperimento 2: L’

Introduzione

L’ elettroforo di Volta, è un generatore elettrostatico in grado di accumulare una modesta quantità di carica elettrica in modo discontinuo. Ideato da Alessandro Volta intorno al 1775 durante i suoi studi sull’elettricità e citato nella “Lettera a Priestley“, ha attualmente utilità didattica.

È costituito da un disco di materiale conduttore (chiamato scudo) che si impugna attraverso un manico isolante e viene utilizzato in abbinamento ad una superficie in materiale isolante, per esempio ebanite, e ad un panno di lana.

Materiali:

  • isolanti
  • conduttori
  • panno di lana

Procedimento

Appoggiamo il conduttore al materiale isolante precedentemente strofinato, se tocchiamo il conduttore sentiremo una piccola scossa dovuta al movimento di cariche.

Esperimento 3: la e la

Introduzione

La macchina di Wimshurst è uno storico generatore elettrostatico per generare alte tensioni, sviluppato nel 1889 dall’inventore britannico James Wimshurst (1832 – 1903). L’aspetto è particolare ed è caratterizzato da due dischi montati in verticale che ruotano in direzione opposta e due sfere metalliche per la scarica. Produce scariche elettriche di una lunghezza variabile.

La macchina appartiene alla categoria di generatori detti induzione.

La bottiglia di Leida costituisce la forma più antica di condensatore elettrico. Fu utilizzata per condurre molti dei primi esperimenti sull’elettricità durante la seconda metà del XVIII secolo. L’invenzione viene attribuita generalmente all’olandese Pieter van Musschenbroek, di Leida, nei Paesi Bassi.

Una bottiglia di Leida consiste tipicamente in un contenitore di vetro (per esempio una bottiglia) coperto da un rivestimento metallico all’interno e da un altro simile dalla parte esterna. Il rivestimento interno è collegato all’elettrodo di un generatore elettrostatico attraverso un conduttore (un cavo, una catena, ecc.), mentre il vetro funge da dielettrico.

Le bottiglie di Leida possiedono una capacità elettrica piuttosto elevata, che unita all’alta rigidità dielettrica e allo spessore del vetro, le rende ideali come condensatori per alta tensione.

Materiali:

  • Macchina di Wimshurst
  • Bottiglia di Leida

Procedimento

Inizialmente tenendo i condensatori a contatto sentiremo solo un passaggio di cariche, se stacchiamo tra loro i condensatori vedremo un fulmine passare tra i due

 

Vedi anche:

La carica elettrica

Immagine di copertina

  • Di Robert Hare – Downloaded 2007-12-27 from Robert Hare (1840) A Compendium of the Course of Chemical Instruction in the Medical Department of the University of Pennsylvania, 4th Ed., Part 1, J.G. Auner, Philadelphia, p.49 on Google Books, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3282526

Bibliografia:

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