Home MateriaMatematicaApprofondimenti Chi ha inventato la matematica?

Chi ha inventato la matematica?

by Adriana Carelli
uomo preistorico

Risposta: Non possiamo saperlo perché è nata nella preistoria

Introduzione

E’ quasi certo che la matematica nacque come un aspetto della vita quotidiana dell’uomo. Le nozioni primitive di numero, grandezza e forma servivano a distinguere tra un solo lupo e un branco di lupi, tra una pecora e un gregge, tra un albero e una foresta. Lo sviluppo del concetto di numero è sicuramente stato un processo lungo e graduale. E’ inverosimile che tale processo sia dovuto alla scoperta di un singolo individuo o di una singola tribù. Molto probabilmente i nostri antichi antenati contavano fino a due e indicavano con “molti” qualsiasi insieme superiore a due.

In seguito le dita delle mani poterono distinguere insiemi fino a cinque oppure dieci elementi, combinando le dita delle mani con quelle dei piedi si può giungere fino a venti. Una volta terminate le dita si iniziarono ad utilizzare mucchi di pietre, spesso raggruppate a gruppi di cinque come richiamo alle dita delle mani.

I mucchi di pietre erano mezzi troppo effimeri per conservare le informazioni, perciò l’uomo preistorico iniziò a registrare i numeri incidendo intaccature su un bastone o su un pezzo di osso.

L’osso di lupo

In repubblica Ceca è stato trovato un osso di lupo, risalente al 30.000 a.C., che presenta profondamente incise, cinquantacinque intaccature. Tali scoperte archeologiche forniscono una prova del fatto che l’idea di numero è molto più antica dei progressi tecnologici quali l’uso dei metalli o la costruzione dei veicoli a ruote. Il concetto di numero è avvenuto prima della nascita della civiltà e della scrittura.

L’osso di Ishango

Il reperto fu scoperto nel 1960 dal belga Jean de Heinzelin de Braucourt durante una campagna di esplorazione in quello che fu il Congo Belga. Fu rinvenuto vicino a Ishango, nei pressi del lago Edoardo, oggi presso il confine tra l’Uganda e il Congo. La popolazione che nel 20.000 a.C. abitava le rive del lago potrebbe essere stata tra le prime a utilizzare i numeri per contare; ma questa società durò poche centinaia di anni perché fu distrutta da un’eruzione vulcanica.

L’Osso d’Ishango è un reperto in osso datato al superiore, e precisamente tra il 20.000 a.C. e il 18.000 a.C. Si tratta del perone di un babbuino, di colore scuro, con una scaglia tagliente di quarzo innestata a una estremità, probabilmente utilizzata per incidere. È ricoperto da una serie di scalfitture raggruppate in tre colonne che occupano tutta la lunghezza dell’oggetto.

Alcuni studiosi pensano che quest’ossa fosse servito per svolgere dei calcoli con un sistema di numerazione primitivo.

Osso di Ishango

Osso di Ishango

Alexander Marshack ha esaminato l’osso al microscopio e ha ritenuto che esso possa rappresentare i sei mesi di un calendario lunare; ma Judy Robinson ha contestato questa interpretazione affermando che l’evidenza dei dati non supporta l’ipotesi di un calendario lunare. Claudia Zaslavsky, etnomatematica, ha suggerito che questo fatto potrebbe indicare che lo strumento discendesse dall’opera creativa di una femmina umana; rappresenterebbe, infatti, il tracciamento delle fasi lunari in correlazione con il ciclo mestruale.

Altre ipotesi

Ci sono ancora molte questioni irrisolte riguardo alle origini della matematica. Si suppone solitamente che la matematica sia nata per rispondere a bisogni pratici dell’uomo preistorico, ma alcune ricerche antropologiche suggeriscono la possibilità di un’origine diversa. L’arte del contare potrebbe essere iniziata per motivi religiosi. In cerimonie rituali che rappresentavano i miti della creazione era necessario chiamare i partecipanti in un ordine specifico, forse il contare fu inventato per rispondere a questa esigenza. Questa teoria, non confermata e difficile da dimostrare, si accorderebbe con la divisione rituale dei numeri interi in pari e dispari, i primi considerati come maschili e i secondi come femminili. Simili distinzioni erano familiari a civiltà fiorite in tutti gli angoli della Terra.

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