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Libri da leggere se vuoi diventare insegnante

by Adriana Carelli

In questo post vediamo alcuni libri da leggere adatta ad un persona che è o vuole diventare un insegnante a .

L’arte di insegnare. Consigli pratici per gli di oggi

Come affrontare la classe: gli alunni vi vedono come vi vedete voi? Come interpretare il linguaggio del corpo nel rapporto insegnante-alunno? Quali sono le strategie per acquisire autorevolezza? Come motivare gli alunni e catturarne l’attenzione? E come recuperare i ragazzi e le classi “difficili”? In più, in questa seconda edizione, il nuovo capitolo “Si può insegnare a vivere?” dedicato a dieci “parole” su cui riflettere in classe con i ragazzi. “Un testo che affronta problemi pratici con semplicità e profondità allo stesso tempo.”

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Insegnanti efficaci

Cambiano i sistemi scolastici. Si introducono tecnologie nuove. Si modificano i contenuti dell’. Ma non sempre i risultati rispondono alle attese. A volte sono addirittura fallimentari. Perché? I motivi possono essere tanti, ma il più delle volte il fallimento è dovuto ad un errato rapporto tra insegnanti e alunni. In questo libro Gordon, rifacendosi al pensiero di Rogers, presenta una serie di indicazioni per rendere efficace l’ in classe, per ottimizzare l’apprendimento delle discipline e per risolvere gli eventuali conflitti tra alunni e insegnanti, tra alunni, insegnanti e genitori. Il filo rosso che lega gli interventi suggeriti è la fiducia nel processo di maturazione e sviluppo della persona.

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Insegnanti, salute negata e verità nascoste: 100 storie di burnout in cattedra

Il volume presenta un’eloquente raccolta di storie sulla salute degli insegnanti, fotografando uno spaccato di realtà che tutti, insegnanti, dirigenti, studenti, genitori, burocrati, politici e, perché no, medici e psicologi, addetti ai lavori e non, dovrebbero conoscere. Il testo si pone una serie di obiettivi: informare gli insegnanti circa i reali rischi professionali, efficaci strategie di adattamento e strumenti di legge a tutela della loro salute; illustrare ai dirigenti scolastici il corretto uso di tali strumenti di legge attraverso una raccolta di casi istruttivi; spingere le istituzioni a riconoscere e prevenire le malattie professionali degli insegnanti; riflettere sull’adeguamento normativo degli stipendi ai parametri europei, sulla tutela della salute dalle reali malattie professionali, rivisitando il sistema previdenziale. L’opera si compone di quattro capitoli che si riferiscono all’ultimo triennio (2015-2018) e trattano di:

• storie, riflessioni e analisi di episodi professionali relativi a docenti di ogni ordine e grado;

• vicende di cui i dirigenti scolastici, nel bene o nel male, si sono resi protagonisti;

• analisi del fenomeno dei cosiddetti “presunti maltrattamenti degli alunni” e ruolo della giustizia;

• considerazioni sugli aspetti peculiari della professione insegnante.

Le storie di vita contenute in questo testo mirano ad aprire la mente sulla realtà di questa splendida e sofferente professione, perché la scuola riguarda ciascuno di noi, esattamente come la famiglia, che rappresenta la prima agenzia educativa.

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Stress a scuola. 12 interventi per insegnanti e dirigenti

La qualità di un sistema scolastico è spesso misurata da indicatori relativi all’apprendimento degli studenti, ma un parametro non meno importante è costituito dal benessere organizzativo e dalla salute psicofisica di chi opera in tale sistema. Oltre ad offrire utili strumenti di lettura per riconoscere lo stress nella scuola, capire come si manifesta e le sue cause, il volume propone diverse linee operative di intervento, pensate come strategie di prevenzione e gestione dello stress per il possibile superamento del disagio psicologico, dell’esaurimento emotivo e del malfunzionamento organizzativo.

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Insegnanti felici cambiano il mondo. Una guida per coltivare la consapevolezza nell’educazione

Il talento più grande di un insegnante, ci ricorda Thich Nhat Hanh, è quello di «essere felice». La buona notizia è che «la felicità è un’abitudine che ognuno di noi può imparare». Grazie all’arte di trasformare le difficoltà e coltivare la felicità nella vita quotidiana, ogni insegnante può offrire benefici immediati a se stesso, ai colleghi e agli studenti. Solo se un insegnate è felice può aiutare i suoi studenti a trovare la felicità: ecco perché questo libro propone delle pratiche di consapevolezza che possono aiutare gli educatori e i loro studenti a sviluppare una maggiore sintonia con se stessi e con gli altri, acquistando così la capacità di ridurre le proprie tensioni e sviluppare fiducia, compassione, concentrazione e gioia, sul piano sia personale che collettivo. Scritto insieme all’insegnante inglese Katherine Weare, questo volume è il primo manuale che riassume in un unico testo gli insegnamenti di Thich Nhat Hanh e della comunità di Plum Village sulla mindfulness nella scuola e nel processo educativo in generale. Adottando un punto di vista pratico, privo di connotazioni religiose o confessionali, gli autori offrono ispirazione e guida agli educatori che operano a tutti i livelli di istruzione, dall’infanzia all’università. Prefazione di Jon Kabat-Zinn.

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Un insegnante quasi perfetto. Ascoltare la relazione per crescere insieme

Ogni giorno, entrando in classe, l’insegnante si trova davanti a un bivio: incontrare gli sguardi degli studenti o guardare la parete in fondo all’aula? Come può affrontare le tante impasse con l’allievo, la classe, i genitori, la società complessa? Il rapporto con l’allievo è affettivo prima che intellettivo e, per raggiungere i risultati sperati, è indispensabile che ciascuno degli attori della scena scolastica comprenda ciò che si agita sia nella propria mente che in quella altrui, così da arrivare a percepire tutte le frequenze d’onda dei messaggi inconsci che compongono la rete dei rapporti umani. Un insegnante quasi perfetto propone una metodologia di gruppo come spazio per pensare pensieri e affetti, togliere scheletri dall’armadio, integrare zone d’ombra, intuire nuovi significati e conoscere se stessi. L’insegnante potrà così contribuire a “metabolizzare” quei contenuti mentali che hanno creato smarrimento e blocco negli allievi o in se stesso (burnout), riuscendo a immedesimarsi nell’altro e a compiere interventi risolutivi su misura: rimedio efficace soprattutto per i BES. Educare è cosa di cuore e quel che più conta è insegnare a vivere, allenare cioè alle incertezze, alle competenze per fronteggiare la faticosità dell’esistenza, all’empatia per tutte le forme di vita, espandendo il proprio senso di compassione come antidoto per incomprensioni, disprezzi, xenofobie. Gli insegnanti si ritrovano allievi ammalati del “troppo pieno”, annoiati e anestetizzati, dall’identità camaleontica, con un Io a volte tanto ipertrofico quanto fragile. Alcune madri sembrano incapaci di alfabetizzare alle emozioni, offrendo stabilità; alcuni padri appaiono incapaci di conferire riconoscimento e favorire progettualità e indipendenza. Rimane l’insegnante a “servire il pranzo” con simpatia, a seminare il campo con autorevolezza, a divenire quel nuovo “eroe” atteso dagli allievi, in grado di spronarli a diventare cittadini del mondo consapevoli e attivi, con una mente libera e autonoma, riaccesi di desiderio e speranza.

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Insegnanti (il più e il meglio)

A volte i vetri tremano, gli studenti si lanciano oggetti da un lato all’altro della classe, il caos puro regna sovrano. A volte un verso, un calcolo, un ragionamento riescono nel miracolo di farsi strada nella tempesta che soffia incessante fra banchi, aule, corridoi. L’insegnante, dagli istituti professionali ai licei, è sempre lì: al centro della sua classe, con i suoi dubbi e le sue certezze, le sue vittorie e i suoi fallimenti, con la paura, l’orgoglio e la meraviglia di una funzione e di una responsabilità enormi. In punta di penna e con emozionante generosità, Roberto Contu ci guida nel mosaico delle sue esperienze e delle sue riflessioni sul mondo della scuola. A partire dalle tragicommedie della vita quotidiana e dalla concretezza del rapporto sempre nuovo con studenti, genitori e colleghi. Passando dal canone letterario al paradosso di un Montale “meccatronico”, da Napoleone come Totti di fronte alla Storia alle lavagne elettroniche e ai telefoni, dalle rivoluzioni tecnologiche e antropologiche agli amori adolescenziali a ricreazione, fra un succo di frutta e una pizzetta. Per concludere che “la scuola è contro natura” perché è il luogo dove si tesse l’ordine contro il caos e dove parole come speranza, senso e futuro acquistano significato.

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Il mestiere di insegnante. Aspetti psicologici di una delle professioni più interessanti e impegnative

Ogni insegnante dovrebbe porsi tre obiettivi fondamentali: aiutare gli allievi a crescere come persone, aiutarli a crescere intellettualmente e culturalmente e ottenere il loro spontaneo coinvolgimento nelle attività di apprendimento. Raggiungere i tre obiettivi significa, di riflesso, avere la stima dei ragazzi e il loro affetto. Si tratta di obiettivi pedagogici, ma la psicologia può dare molte preziose indicazioni su come conseguirli. Questo libro offre tali indicazioni, delineando, nella prima parte, le caratteristiche di una delle tre componenti della professionalità di un docente, quella psicologica. Indica poi come aiutare (a livello di classe e individuale) gli allievi a crescere come persone;

  • come individuare gli aspetti formativi delle discipline e ottenere che le conoscenze diventino parti costitutive della personalità;
  • come suscitare motivazioni positive per le attività di apprendimento e creare organici legami interdisciplinari;
  • come utilizzare strumenti quali il questionario, la discussione di gruppo, il colloquio, il sociodramma, le tecniche valutative. La seconda parte riguarda i processi di comprensione e le condizioni che li ostacolano o invece li facilitano, la comunicazione educativa, l’insegnamento come sperimentazione permanente. Il libro si rivolge agli insegnanti di ogni ordine di scuola, da quella dell’infanzia a quella superiore.

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La responsabilità civile e penale degli insegnanti

Nel quotidiano svolgimento della propria attività professionale, all’insegnante è demandato un compito educativo tanto delicato quanto complesso. In ciò è racchiusa l’essenza del suo insostituibile contributo che comprende una pluralità di funzioni, fonti di altrettante responsabilità, riguardanti non solo il ruolo di docente in senso stretto ma anche di educatore e vigilante dei giovani discenti affidatigli. In ragione di ciò, il volume è rivolto a tutti gli insegnanti ed educatori che operano nel settore scolastico e che si misurano con una realtà in continua evoluzione, proponendosi come un valido supporto attraverso una scorrevole analisi delle principali responsabilità cui sono soggetti, a partire da un’accurata opera di selezione e disamina della normativa vigente, nonché dei più recenti sviluppi giurisprudenziali in merito.

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Diario inquieto di un’insegnante precaria

Tecla ha trentotto anni ed è un’anima inquieta. Sicilianissima di nascita e di formazione è costretta ad abbandonare la sua terra e la ricerca di lavoro la conduce a Firenze. È un’insegnante precaria. Avverte, sin dal suo arrivo, il bisogno di riflettere sulla sua condizione esistenziale e professionale, sui suoi amori, sulla famiglia e sui sogni delusi. Inizia quindi a scrivere sulle pagine di un diario, che da semplice compagnia si trasforma, poco a poco, in un interlocutore necessario, grazie al quale la visione della propria vita da precaria si estende alle tante altre esperienze altrui, corrispondenti e complementari. A far da cornice alle giornate e alle notti di Tecla, una città incantevole ma malinconica, che Tecla impara a conoscere sulle ruote della sua bicicletta, compiendo contemporaneamente passi avanti verso la maturità, e passi indietro verso la bambina e la giovane donna che è stata nella sua Sicilia. Il mondo della scuola con le sue contraddizioni, le lavatrici a gettoni, gli ortaggi in bella vista al supermercato incarnano, allo stesso tempo, la solitudine e la ricchezza del quotidiano: mezzi entrambi necessari perché Tecla possa affacciarsi a nuove opportunità e a nuove prove da superare a tu per tu con se stessa, sulle proprie gambe ma con la consapevolezza di condividerle con un’intera generazione.

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L’insegnante efficace. Promuovere le competenze socioemotive per l’inclusione

Il tema dell'”efficacia” in educazione è oggi molto dibattuto, sia a livello nazionale sia internazionale, grazie allo sviluppo dell’approccio denominato Evidence-Based Education. Efficace è l’insegnante che possiede un ampio ventaglio di competenze che gli consentono di valutare gli effetti delle pratiche didattiche messe in campo e di scegliere, con il prezioso sostegno delle sue capacità comunicative, emotive, sociali e prosociali, le azioni più adeguate e rispondenti ai bisogni degli allievi affinché questi raggiungano i traguardi di sviluppo prefissati. Il libro, rivolto a tutti i docenti che intendono migliorare l’efficacia del proprio insegnamento e sviluppare nuovi obiettivi di crescita professionale e personale, contribuisce al dibattito scientifico sulla cultura di una didattica basata su evidenze, e mette a disposizione degli insegnanti conoscenze condivise e affidabili e strumenti operativi per compiere in modo rigoroso quei processi discriminativi e di scelta che orientano il loro agire quotidiano nella prospettiva di una scuola dell’inclusione.

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Immagine:

Photo by National Cancer Institute on Unsplash

 

Note: se volete farmi conoscere altri libri potete scriverlo nei commenti qua sotto.

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