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Modelli contemporanei dell’insegnamento

by Adriana Carelli

Negli ultimi vent’anni si sono sviluppati nuovi modelli di apprendimento. Questi modelli risalgono ai lavori di Vygotsky, Bruner e Piaget, anche se ascrivibili a matrici di pensiero risalenti alla seconda metà del XX secolo. Le principali linee interpretative fanno riferimento ai modelli contestualistici, culturalistici e costruttivistici.

Il postcognitivismo

I modelli contestualistici, culturalistici e costruttivistici appartengono alla cornice interpretative del postcognitivismo.

Confrontati con i modelli classici questi presentano caratteristiche distintive, ad esempio la cognizione è considerata anche nei suoi aspetti emozionali, corporei e organismici (organinsmico =  individuo visto come organismo attivo, spontaneo, teso a realizzare le proprie potenzialità).

Con la parola cognitivo non si intende più una processo astratto, ma si fa riferimento a un insieme di funzioni che investono anche la sfera percettiva e adattiva.

Dalla metariflessione al postcognitivismo

Ripensare la conoscenza

Il concetto di cognizione viene a includere il versante emozionale, pertanto durante il processo di apprendimento, gli aspetti cognitivi ed emozionali sono tra loro correlati.

Il soggetto che apprende viene visto come un insieme olistico che racchiude in tutte le sue sfaccettature, la componente elaborativa delle informazioni.

C’è una nuova attenzione alla visione ascensionale lineare della conoscenza che va dai precetti ai concetti.

Caratteristiche del postcognitivismo

In questa epoca lo studio della mente si definisce in vivo e non più in vitro.

Nei modelli classici di il soggetto che apprende è isolato dall’ambiente che lo circonda per favorire la concentrazione, mentre i modelli contemporanei dell’insegnamento considerano legati in modo inestricabile l’individuo e l’ambiente di apprendimento.

L’ambiente si configura come un contesto, in cui l’azione è distribuita tra più soggetti interagenti. Il processo di apprendimento non è più solo orientato al compito, ma è un processo incorporato, situato e distribuito.

Conoscenza distribuita

La conoscenza stessa diviene incorporata, situata e distribuita.

La conoscenza diviene un concetto complesso in cui i confini non sono definibili, in quanto:

  • Distribuita tra più soggetti: non si apprende più da soli alla scrivania con il libro davanti, ma spesso si apprende in gruppo relazionandosi con gli altri.
  • Distribuita tra più artefatti cognitivi: ogni tipologia di informazione può costituire una forma di conoscenza, non soltanto i libri quindi, ma anche appunti, messaggi, film e video on line di qualunque durata.
  • Distribuita tra più congegni periferici: consideriamo gli strumenti dati dalle nuove tecnologie. Qualunque forma tecnologica facilita la modalità di trasmissione della conoscenza, ma anche il suo utilizzo e la sua diffusione.

Conoscenza incorporata e situata

La conoscenza è anche situata:

  • In uno spazio e un tempo specifici.
  • In specifiche culture, in particolare in relazione a ciascun dominio del sapere.
  • Nella non prevedibilità delle diverse situazioni di apprendimento.

La conoscenza è infine incorporata:

  • Nel rapporto tra mente e cervello
  • Nell’idea che l’organismo contribuisca modo attivo all’acquisizione della conoscenza, per esempio attraverso i livelli dell’attenzione, la gestualità e la manipolazione.
  • Nell’ambiente inteso come un organismo più grande e collettivo, all’interno del quale interagiscono organismi individuali.

Ricaduta dei modelli postcognitivisti nella

La distribuzione della conoscenza ha motivato i modelli contestualistici dell’insegnamento, mentre la conoscenza situata sostiene i modelli culturalistici dell’insegnamento.

Entrambe le posizioni collaborano alla definizione di modelli sociocostruttivisti.

I modelli postcognitivisti hanno avuto le seguenti ricadute nella didattica:

  • L’idea che la mente non sia più separata dal corpo ha messo in discussione gli apprendimenti legati alla dimensione percettiva e comportamentale.
  • La relazione tra insegnante e studente è divenuta quasi simmetrica, in quanto la conoscenza non viene più trasmessa ma condivisa e co-costruita.
  • L’insegnate diviene un facilitatore degli apprendimenti e un mediatore per quanto riguarda la gestione dei contenuti e la loro fruizione tra i membri di una classe.
  • La didattica non mette più in luce l’insegnate o lo studente, ma la relazione formativa che intercorre tra di essi.

Immagine di copertina:

Foto di Stefan Meller da Pixabay

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